Post

“ARMANDO SCOLARI, LO SPORTS CLUB E IL TRIATHLON”

05/11/2017 Nr. di visite: 247  Nr. di immagini: 4 Autore: Massimiliano Bombelli

Immagini associate

PRIMA O POI LE COSE ACCADONO!!! Venerdì sera abbiamo incontrato Armando Scolari, ma facciamo un attimo un passo indietro di una trentina di anni.
Armando è stato uno dei fondatori dello Sports Club e il suo pensiero già allora era il Triathlon. La prima sede dell'associazione è stata la sua officina, poi trasferita all’osteria Tri Marter vicino alla stazione.
Nella sua vita di uomo dello sport, ha sempre affrontato e superato continue sfide con la tenacia di un uomo di ferro, sfide che lo hanno portato ad essere quello che è, un campione puro.
Armando all'incontro si presenta puntuale, si capisce subito che non lascia niente al caso, ha preparato l'incontro come se fosse una gara, in mano ha due cartelline, la sua storia sportiva in una e la storia del Triathlon nell’altra. Negli occhi ha la luce di chi oggi raccoglie il frutto di un seme piantato 30 anni fa.
Chi non lo conosce e lo vede per la prima volta, stenta a credere alla sua età anagrafica, gli daresti una ventina di anni in meno, ma è ben conscio dei limiti che l'età gli impone, nei suoi racconti non manca mai di sottolinearlo .......ehi ricordati cosa c'è scritto sulla carta di identità!
Armando è lo sportivo per eccellenza, ci accorgiamo subito che la sua voglia di raccontare è pari alla sua voglia di fare. Circa 400 le gare disputate, su tutte le distanze possibili, sprint, olimpici, lunghi, ironman e mai un ritiro. Qualcuno potrà pensare, ecco il solito esaltato, non è così, dai suoi racconti percepisci una serenità ed un equilibrio perfetti, quando racconta una gara, si capisce subito quanti sacrifici ha dedicato nel realizzarla, rispetto, orgoglio ed umiltà, sono i valori che lo hanno sempre spinto a superare la linea del traguardo.
Tante le vicende da raccontare, come quella volta che si è rotto il metacarpo nell'evitare una caduta, oppure il primo triathlon organizzato, per reggere le biciclette c'erano dei ganci da macellaio, oppure quella volta che a metà maratona ha deciso di togliersi le scarpe, che gli avevano regalato decine di vesciche, concludendola a piedi nudi.
Armando prima di essere un uomo di ferro è un pioniere, un pioniere in tutto.
Si dice che dietro un grande uomo ci sia sempre una grande donna, in effetti per lui è così .....non perde mai l'occasione di citare sua moglie Piera, sua prima tifosa e sostenitrice.
Tante le gare nelle quali l’ha seguito, gare che lo hanno portato a toccare decine di nazioni: Malesia, Canada, Svizzera, Austria, Croazia, Nuova Zelanda, Francia, Lanzarote, Hawaii con il famoso triathlon di Kona, dove è nato tutto. In Sudafrica con gli elicotteri che controllavano dall’alto la presenza di squali in mare, la gara nel Oberdan Bernese in Svizzera che i triatleti di razza amano simpaticamente definire l'inferno. Poi c'è l'Italia: Venezia, Mergozzo, l'Elbaman, gara che lo mise veramente a dura prova.

Armando è un fiume in piena, ma si è fatta ormai la mezzanotte, ci congediamo con la promessa di incontrarlo un'altra volta, vogliamo ancora ascoltare le sue storie. Storie del triathlon che lui non solo le ha vissute ma le ha scritte per tutti noi.
A noi, che ci stiamo avvicinando al triathlon, Armando vuole regalarci un consiglio "fatelo e fatelo senza esitare, ....nuotate, pedalate e correte ma sopratutto divertitevi. Divertitevi con questo splendido sport che è il Triathlon".